“Apocalypto” (*) vuole vincere tutto e si sfoga così..
Nella buona e nella cattiva sorte il Milan ha una certezza: numero 33, al secolo Thiago Emiliano da Silva. Senza alcun dubbio il difensore più forte del mondo, alla faccia della Uefa che non lo ha messo neanche quest’anno nella top 11. Ma i fatti parlano da soli e quest’anno parleranno anche in Europa dove il brasiliano vede il club possibile protagonista, senza più paure di nessuno. Ecco le sue parole sulla Juventus:
«Dobbiamo ridurre al minimo gli errori. Ne abbiamo sempre commessi troppi quando abbiamo sfidato la Juve ed è molto strano per noi. Quella bianconera è una squadra pericolosa da affrontare, perché è in grado di punirti e di andare in gol ad ogni disattenzione. Tra le qualità degli uomini di Conte c’è proprio la capacità di ripartire velocissimi. In campo, hanno un atteggiamento diverso da tutte le altre formazioni che abbiamo incontrato. I bianconeri hanno dimostrato di avere una rosa di qualità, guidata da un allenatore fortissimo come Conte. Stanno facendo benissimo ma noi possiamo batterli».
Su Pirlo:
«Per tutti, non soltanto per lui. Anche se Andrea resta l’elemento che da cui passa tutto il gioco».
Sulla svolta di Udine:
«Lì c’è stata la svolta. Non so cosa sia effettivamente accaduto in quell’ultimo quarto d’ora, anche perché i primi 70′ di gara non erano stati positivi per noi. All’improvviso c’è stato un cambiamento. Non solo abbiamo segnato due gol ma è stato completamente diverso il nostro atteggiamento. E in quel frangente che è scattato qualcosa in noi, fermo restando che anche il successo sui Gunners è stato importante e prezioso. Vincere in quel modo, negli ottavi di Champions, contro un avversario di valore non accade spesso. Tanto più che all’esterno continuavano a ricordare la tradizione negativa del Milan contro le squadre inglesi. Le verità è che se siamo aggressivi e attivi, se giochiamo a mille all’ora come vuole Allegri, possiamo fare male a tutti. Compreso il Barcellona. Ripeto, però, che per la nostra autostima è stato fondamentale il match di Udine».
Sul male del Milan:
«Non avevamo più fame. Non sentivamo più la stessa voglia di vincere. E per un gruppo di qualità come il nostro sono proprio le motivazioni a fare la differenza. E’ accaduto dopo la Supercoppa a Pechino. Abbiamo cominciato il campionato e non eravamo più gli stessi. Nella nostra testa c’era l’idea di poter vincere facilmente un altro scudetto. Ma il calcio non è così, ogni minuto può cambiare tutto. Adesso, però, siamo tornati quelli dell’anno scorso».
Sulla sfida scudetto:
«Calma, io credo che sarà meglio un pizzico di prudenza. Dopo quella di sabato mancheranno ancora tante gare. E, per quanto ci riguarda, sul nostro percorso avremo sfide insidiose, come la trasferta a Palermo, la Roma che si presenterà a San Siro e l’Inter. E’ vero che i nerazzurri non stanno andando bene, ma un derby è sempre un derby.
Su Ibra:
«Lui è un giocatore incredibile, che può vincere le partite da solo. Ma se dovesse mancare, ci sarebbero altri attaccanti di valore. Mi riferisco ad El Shaarawy e a Maxi Lopez. Deve giocare perché una partita è sempre più bella quando ci sono i grandi giocatori. Zlatan ha dentro di sé ha una tale voglia di vincere che lo può portare a fare male. Intendo dire che, talvolta, può spingerlo ad entrate esagerate. E’ successo anche a me, un anno fa, in allenamento. Si tratta pure di una dote, però. Non mi era mai capitato, infatti, di vedere un campione del suo livello lavorare con quella intensità. Ha una concentrazione incredibile».
Su Pato:
«Non lo so. Ultimamente non mi capita di parlare spesso con lui, anche perché quando la squadra si allenava sul campo lui era in palestra o viceversa. Ammetto che lo sento meno di prima. Sinceramente non so cosa dire. E’ giovane, ha ancora tanti margini di miglioramento, ma non deve essere facile accettare di fare tante gare buone per poi doversi fermare per un infortunio. Faccio comunque il tifo per lui».
Su Van Persie:
«Certo. E’ un campione e tutti i campioni vanno bene per il Milan. Lui, in più, ha qualcosa di diverso. Non solo perché è mancino. E’ in grado di farti girare la testa con i suoi movimenti: sono tutti verso la porta. In questo senso assomiglia a Inzaghi: come lui, Van Persie pensa solo a fare male».
Ed infine sulla coppia difensiva ideale:
«Non cambia tanto per me. Sono entrambi difensori di qualità e di esperienza. Nesta ne ha ovviamente di più e, infatti, nei momenti maggiormente delicati riesce sempre a dare tranquillità alla squadra e a me. Sandro parla sempre tantissimo. Siamo arrivati a litigare nelle prima gare insieme, perché non stando mai zitto non mi lasciava tranquillo».
(*) da “Il Pagellone” di MP.
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